Un’emozionante storia sulla visualizzazione

25 Marzo 2018 Off Di Carlo Mea

Da bambina sognavo molto ad occhi aperti e immaginavo tante cose fantastiche, ma a differenza di molti non ho perso per strada questa capacità di vedere con la mente. Nello studio ho usato moltissimo la memoria visiva e ho una tale propensione a immaginare diversamente gli spazi e gli arredi di una casa, che spesso dico di avere dentro di me un piccolo architetto.

Il lavoro che faccio ha comunque molto a che fare con la visualizzazione e l’immaginazione perché dal 2007 collaboro come consulente e formatrice con la Max Formisano Training; occupandomi di crescita personale, di pianificazione e raggiungimento degli obiettivi, di utilizzo del gioco nella formazione e di altri argomenti affini è facile capire quanto i miei “superpoteri” di persona estremamente visiva mi siano utili ogni giorno.

In sintesi possiamo dire che io visualizzo da sempre in maniera innata e da un po’ di anni a questa parte ho scoperto come si chiama questa capacità e ne ho affinato l’utilizzo, leggendo e studiando libri come questo di Carlo Mea.

Una delle cose che ho imparato da Carlo è l’importanza dei colori e il loro significato e siccome spesso capita di avere parenti e amici con problemi di salute più o meno gravi, ho preso l’abitudine di fare visualizzazioni che li riguardano utilizzando il verde smeraldo. Per divertirmi un po’ e fare variazioni sul tema ti racconto alcune delle idee che mi sono venute: li ho immaginati tutti mentre nuotano in una piscina di bevanda alla menta, ho immaginato di fare loro dei gavettoni di acqua verde, li ho immaginati correre, rotolarsi e stare sdraiati in un bellissimo prato, ho immaginato di farli passare sotto una specie di scanner con la luce verde (che a seconda dei casi si soffermava in particolare sulla parte del corpo più bisognosa di attenzione), li ho immaginati sotto un fascio di luce verde che li illuminava uno a uno come un attore a teatro, ho immaginato di dipingerli con il pennello, ho visto che si accendevano di verde come delle lampadine, emanando luce propria. Queste sono solo alcune… Ora, questa non è magia e non sempre le persone sono guarite perché i fattori sono tanti, ma fare queste visualizzazioni mi ha portato molta calma, perché mi ha fatto sentire parte attiva nel processo di cura e a volte di guarigione del quale altrimenti sarei stata solo spettatrice impotente. A seconda dei casi ho anche raccontato alle persone quello che stavo facendo e questo le ha fatte sentire amate oltre che averle fatte sorridere con le “stranezze” che visualizzavo. Mi sento di dire che questa tecnica ha migliorato la qualità della vita mia e altrui.

Una storia ancora più strabiliante mi è capitata a cavallo fra il 2012 e il 2013 quando mi sono trovata ad affrontare un periodo molto difficile a livello personale: mi sono separata da mio marito. È un’esperienza comune, ma questo non la rende comunque semplice, per cui ho fatto appello a ciò che sapevo e che insegnavo da anni per uscire dal vortice di pensieri negativi che mi voleva risucchiare. Scrivere è stato molto terapeutico e in genere lo facevo proprio su un diario vecchio stile, ma una volta ho aperto un file, l’ho intitolato “Cosa voglio” ed ho cominciato a descrivere cosa desideravo o meglio “chi” desideravo al mio fianco. Non è stata cosa semplice perché ero in quella fase in cui il file si sarebbe potuto chiudere dopo una semplice e unica frase “Rivoglio mio marito” e invece sono andata avanti abbandonandomi all’immaginazione, lasciando andare gli schemi, le abitudini, i ricordi e lasciando parlare il cuore, ascoltando i desideri più profondi. Ne è venuta fuori una descrizione di cui quasi mi vergognavo, per cui chiuso il file non ho avuto voglia di rileggerlo per molto tempo e poi a un certo punto me ne sono dimenticata.

La mia vita è andata avanti e ho incontrato un’altra persona e, quando oramai la storia era diventata seria e solida, nel passaggio di dati su un computer nuovo ecco che rispunta il file “Cosa voglio”. Lo apro con un po’ di timore e resto sbalordita: la persona che mi era accanto corrispondeva esattamente alla mia descrizione di qualche anno prima! Oggi il “Sig. Cosa Voglio” è mio marito 🙂

Testo di Lilia Pavone

Estratto dal libro Visualizzazione – Il potere di trasformare la realtà– seconda edizione.
VISUALIZZAZIONE