Caratteristiche dell’ásana

2 giugno 2010 Non attivi Di DeRose Method Parioli

Per essere considerato come ásana nel nostro Metodo non basta solo la tecnica corporale. È necessario anche osservare la respirazione coordinata ed un’attitudine interiore specifica. La  tecnica corporale necessita di essere ferma; bisogna conquistare una buona stabilità. Oltre questo, deve essere confortevole.  Se sei a disagio non è ásana.

In accordo con Patáñjali, il codificatore dello Yôga Clássico, ásana è ogni posizione che sia ferma e confortevole. Trattandosi di un Metodo di linea shakta, oltre che stabile e gradevole, la posizione deve anche essere estetica per trasmettere la bellezza e la forza della tecnica. Ricorda, ciò che viene espresso all’esterno è solo il riflesso di ciò che viene da dentro.

La respirazione è cosciente, essendo necessario accompagnarla durante tutto il tempo. Deve anche essere  profonda, utilizzando la respirazione addominale o completa. E, infine, ritmata, usando una cadenza nella respirazione perché non sia influenzata dallo stato fisico, emozionale o mentale.

L’attitudine interiore completa l’ásana. Oltre la posizione e la respirazione, è necessaria la localizzazione della coscienza, inizialmente in tutto il corpo, in seguito localizzando e focalizzando la coscienza nella regione del corpo più sollecitata. Grazie a questo, in quella parte del corpo si avrà una circolazione di sangue maggiore e, di conseguenza, con il sangue, un apporto maggiore di nutrienti e di calore. Laddove localizzi la coscienza, applica la visualizzazione di  un colore. I più utilizzati sono l’azzurro celeste per sedare e l’arancione per stimolare. Oppure visualizza il tuo corpo nella stessa tecnica corporale, ma al livello di avanzamento che desideri raggiungere. Questa parte comprende la mentalizzazione. Infine, per completare l’attitudine interiore, utilizza bháva. Bháva è un termine sanscrito che significa collocare tutta la propria attitudine, il proprio cuore, la propria volontà nel momento presente per vivere al massimo la tecnica che si sta eseguendo.

Estratto dal libro SwáSthya Yôga em DuplaGustavo Marson

Helton Santana e Fernanda Rengel - Blog