Codice di Etica dello Yôga – IX. Swádhyáya

30 luglio 2010 Non attivi Di DeRose Method Parioli
IX. SWÁDHYÁYA
• La nona norma etica dello Yôga è swádhyáya, o autostudio.
• Lo yôgin deve cercare l’autoconoscenza attraverso l’osservazione
di se stesso.
• Questo autostudio lo si può anche ottenere attraverso la
concentrazione e la meditazione. Sarai aiutato dalla lettura di opere
indicate e, allo stesso modo, ostacolato da libri non raccomandati
dall’ orientatore competente.
• La convivenza con il Maestro rappresenterà il maggiore stimolo
allo swádhyáya.
• L’autostudio deve essere praticato ancora mediante la socievolezza,
l’allargamento del cerchio di amicizie e l’approfondimento del
cameratismo.
Precetto moderatore:
L’osservanza di swádhyáya non deve indurre all’alienazione dal
mondo esterno né all’adottare atteggiamenti che possano portare a
comportamenti strani o che denotano un disadattamento di personalità.

IX. SWÁDHYÁYA

• La nona norma etica dello Yôga è swádhyáya, l’ autostudio.

• Lo yôgin deve raggiungere l’autoconoscenza attraverso l’osservazione di se stesso.

• Questo autostudio lo si può anche ottenere attraverso la concentrazione e la meditazione. Potrai essere aiutato dalla lettura di opere indicate o, allo stesso modo, ostacolato da libri non raccomandati dall’istruttore competente.

• La convivenza con il Maestro rappresenterà il maggiore stimolo allo swádhyáya.

• L’autostudio deve essere praticato anche mediante le relazioni con gli altri, l’allargamento del cerchio di conoscenze e l’approfondimento delle amicizie.

Precetto moderatore:

L’osservanza di swádhyáya non deve indurre all’alienazione dal mondo esterno né all’adozione di  atteggiamenti che possano far sorgere comportamenti anomali o che denotino un disadattamento.