Comportamento da eroe

21 Settembre 2014 Off Di Carlo Mea

zanardi

Un eroe è un individuo comune che
trova la forza per perseverare e resistere
nonostante i travolgenti ostacoli.

Christopher Reeve

Nel 2001, il pilota emiliano Alex Zanardi subisce un violentissimo incidente durante una gara. La sua macchina viene tagliata a metà, così come il suo corpo che soffre un’amputazione immediata e completa delle gambe, soffrendo un’emorragia quasi mortale che gli ha lasciato meno di un litro di sangue nel corpo. Sopravvissuto contro ogni previsione medica, dopo sette arresti cardiaci, quindici interventi e l’uso di protesi al posto delle gambe, Alex non perde mai il sorriso e la sua grinta, riprende le gare automobilistiche e negli ultimi anni conquista diverse medaglie d’oro nelle competizioni di Handbike ai giochi Paralimpici.

Più impressionante ancora della sua incredibile sopravvivenza e recupero è stata la sua reazione positiva e combattiva alla tragedia che ha superato e l’atteggiamento lieve e perfino scherzoso sulla sua condizione fisica (ora non rischio più di buscarmi un raffreddore camminando scalzo). Oggi va spesso nelle scuole ed università per insegnare ai ragazzi come affrontare la vita e le sue avversità in maniera più costruttiva ed orienta i giovani a superare le sfide, invece di lagnarsi rimanendo fermi nell’inerzia passiva e dare la colpa ad altri.

Invece di piangersi addosso e lamentarsi dell’olio sulla pista, del pericolo del suo vecchio mestiere, della sfortuna, ecc., ha saputo far fronte all’accaduto come una gara da vincere e con la forza di un campione: quando mi sono svegliato ho guardato la metà che è rimasta, non la metà che è andata persa. Che esempio! Ora facciamo un paragone tra l’atteggiamento del grande Zanardi e la maggioranza delle persone che conosci: hanno tutto per essere felici, godono di buona salute, non gli manca niente, eppure si lamentano, vivono una vita sbiadita, fanno le vittime di situazioni che loro stessi hanno provocato e di cui danno la colpa ad altri fattori come il paese, la crisi o la società. Basterebbe un cambiamento dentro la loro testa per uscire dalla loro miseria esistenziale e vivere una vita felice ed appagata.

E tu, di cosa ti lamenti? Secondo te hai dei veri e propri problemi? Non reclamare mai, se hai salute ed un tetto, hai tutto quello che ti serve per essere felice. Per diventarlo basta decidere di esserlo, la vera felicità nasce dentro di te, non fuori. Non basare la tua felicità su un’altra persona, o su qualcosa che vuoi avere o raggiungere, ma cerca di essere felice a prescindere da ciò che hai e da chi ti circonda.

Chi reclama, alimenta le stesse emozioni e pensieri che sono spesso l‘origine di ciò che si lamenta. Attirare la compassione degli altri attraverso il proprio stato di malessere rende le radici del proprio disagio più profonde, senza il quale la persona non crede di avere l’attenzione ed affetto altrui. Migliorando la sicurezza personale e l’autostima, la persona perde la tendenza comportamentale di voler colmare carenze affettive con l’autocommiserazione ed il compatimento degli altri.

Chi vuole mantenere il benessere e la qualità della vita deve valorizzare il convivio con persone attive e costruttive, che non dimostrino tendenza a lamentele e vittimismo. Reclamare è mancanza di educazione ed anche di intelligenza, perché non fa altro che aggravare la circostanza avversa e rendere la propria compagnia sgradevole agli altri. Se sei tendenzialmente portato alle lamentele, in poco tempo le persone costruttive e vincenti nella vita cominceranno ad evitarti, ragion per cui ti circonderai di persone caratterialmente identiche a te, creandosi un giro di lamentele insopportabile a qualsiasi persona lucida.

Affrontando gli ostacoli della vita, è fondamentale essere consapevole che il tuo atteggiamento di fronte all’avversità ha un ruolo decisivo per il suo superamento. Perfino quando gli ostacoli aumentano e sembrano insormontabili, affrontali come protagonista e responsabile della tua vita, invece di sottometterti alla posizione passiva di una vittima delle ingiustizie del mondo.

Siccome non si possono modificare le leggi dell’Universo, spetta ad ogni persona imparare ed assorbire queste leggi ed usarle per migliorare la sua vita e realizzare ciò che desidera. Il giusto atteggiamento mentale ci porta verso una vita piena di realizzazioni, mentre l’abitudine di usare le circostanze esterne come scusa conduce ad una vita deprimente e piena di frustrazioni.

Chi si lamenta continuamente vuole evitare di migliorare se stesso ma pretende, invano, che siano gli altri o la propria realtà a cambiare. Aspettando che sia il mondo a cambiare, il vittimista sprofonda passivamente nella propria ‘disgrazia’, attribuendola agli altri e pone l’enfasi sui propri problemi, aumentandoli e rimanendo bloccato per trovare le soluzioni. Riflettere su come trasformare la propria vita per superare l’avversità ed evitare che si ripeta è un comportamento più nobile e ragionevole. La strada intelligente è adottare il giusto atteggiamento mentale ed un piano strategico di azioni mirate alla soluzione ottimale, invece di incrociare le braccia cercando scuse e persone colpevoli.

Non lamentarti mai, la tua vita è uno specchio di te stesso: la tua salute è il riflesso della qualità delle tue abitudini di vita; le tue relazioni personali rispecchiano il tuo carattere; il tuo stato professionale ed economico sono una conseguenza delle tue decisioni ed azioni anteriori, oltre alle tue capacità personali. Dunque prima devi migliorare te stesso per osservare dopo il miglioramento nella tua vita.

Chi si lamenta sempre ha un comportamento simile al neonato che, ogni volta che sente sconforto, provocato da fame, sete, caldo, freddo, ecc., piange in modo che qualcuno – dall’esterno – arrivi e risolva il suo disagio. Che un bambino piccolo reagisca così è perfettamente normale dato che non è ancora capace di superare da solo il suo malessere, però è un atteggiamento infantile ed inefficace continuare a comportarsi così da adulti, lagnandosi ed aspettando passivamente che dall’esterno arrivi la soluzione al proprio malessere.

Il Maestro De Rose riassume questo concetto con una frase di grande lucidità: la soluzione non è reclamare contro persone o circostanze per cercare di cambiarle ma sì educare se stesso per adattarvisi. Anche il Papa Francesco ci insegna con una perla di saggezza: non cerchiamo rifugio nelle lamentele: ci fanno male perché queste tolgono la speranza, tolgono l’orizzonte e ci chiudono come un muro. E da lì non si può uscire.

E tu, ti stai comportando da eroe, o invece ti lamenti, fai la vittima, sei negativo, pessimista e “rompi” chi ti sta vicino?

Carlo Mea
Presidente della Federazione Italiana del Metodo DeRose
www.CarloMea.it