Codice di Etica dello Yôga – VII. Santôsha

29 luglio 2010 Non attivi Di DeRose Method Parioli
VII. SANTÔSHA
• La settima norma etica dello Yôga è santôsha, la contentezza.
• Lo yôgin deve coltivare l’arte di essere contento in tutte le
situazioni.
• La contentezza e la sua antitesi, il malcontento, sono indipendenti
dalle circostanze che li hanno generati. Sorgono, crescono e
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cingono l’individuo solamente dovuto all’esistenza, radicata nel
fondo della personalità, del germe di questi sentimenti.
• L’istruttore di Yôga deve manifestare costantemente contentezza
nei confronti dei suoi colleghi manifestandogli solidarietà e
sostegno reciproco.
• Discepolo è colui che coltiva l’arte di essere contento insieme al
Maestro che ha scelto.
Precetto moderatore:
L’osservanza di santôsha non deve indurre all’accomodamento di
coloro che usano questo pretesto per non perfezionarsi.

VII. SANTÔSHA

• La settima norma etica dello Yôga è santôsha, la contentezza.

• Lo yôgin deve coltivare l’arte di essere contento in tutte le situazioni.

• La contentezza e la sua antitesi, il malcontento, sono indipendenti dalle circostanze che li hanno generati. Nascono, crescono e coinvolgono l’individuo e ciò è solamente dovuto all’esistenza del germe di questi sentimenti, radicata nel fondo della personalità.

• L’istruttore di Yôga deve manifestare costantemente contentezza nei confronti dei suoi colleghi, mostrando solidarietà e sostegno reciproco.

• Discepolo è colui che coltiva l’arte di essere contento insieme al Maestro che ha scelto.

Precetto moderatore:

L’osservanza di santôsha non deve indurre all’accomodamento per coloro che usano questo pretesto per non perfezionarsi.